IL PROGETTO GIER FVG E RS

 


Il Progetto "Governance della Internazionalizzazione delle Economie Regionali del Friuli Venezia Giulia (Italia) e della Repubblica Serba di BiH (Bosnia Erzegovina)", il cui acronimo è "Progetto GIER FVG e RS", prende le sue mosse dai fenomeni in atto a livello globale nell'economia e nella società.

Governance è la relazione tra istituzioni, settore privato e società civile, e il modo in cui questa relazione influisce sulla vita delle persone.

In un'economia globale e in una società che sono sempre più interdipendenti il tema della governance, rivolta all'esterno, si pone e si impone sempre più come esigenza sia del settore pubblico, sia del settore privato, sia della società.

La globalizzazione è un fenomeno che interessa da vicino il FVG e la RS, specialmente per quanto riguarda le loro imprese.
Le barriere fisiche e culturali tendono a dissolversi grazie alle nuove tecnologie ed al cambiamento degli assetti socio-politici mondiali. Tutto questo produce effetti importanti, incontrollabili se ignorati.
Se conosciuti ed accettati, diventano invece gestibili e fonte preziosa di opportunità per il futuro delle aziende del FVG e della RS.

Si tratta di realizzare un percorso con dei partner affidabili ed avere la capacità di sfruttare le occasioni generate dall'evoluzione del mercato.

 
 

Sempre più l'antica vocazione delle imprese del FVG al commercio ed agli scambi internazionali sta spingendosi verso una vera e propria internazionalizzazione, talvolta tramite la delocalizzazione di unità produttive e commerciali, talvolta con il mutamento dell'identità aziendale.

Al tempo stesso la RS, nel contesto della transizione che sta caratterizzando l'area balcanica, è orientata ad una sempre maggiore integrazione nelle dinamiche dell'economia globale, sia attraverso l'attrazione di investitori esteri, sia attraverso la modernizzazione della propria realtà imprenditoriale.

Le difficoltà per le imprese sorgono nel contattare realtà completamente diverse, in termini socio-antropologici e politico-economici.
Il fattore linguistico, ad esempio, è solo il primo elemento di un lungo elenco di criticità.
Anche la semplice distinzione tra Paesi maturi, in via di sviluppo ed emergenti comporta la necessità di approcci del tutto differenti.

Dall'analisi del contesto si tratta di passare alla scelta delle soluzioni più attinenti, in modo da essere parte dello sviluppo dei mercati internazionali.

Il Centro Regionale Servizi per la piccola e media industria, per focalizzare al massimo la propria azione di sviluppo a favore delle Associazioni imprenditoriali che lo dirigono, delle loro imprese aderenti e dell'economia regionale in generale, ha predisposto uno strumento, il presente Progetto, che ha una funzione specifica da svolgere, quella di verificare la possibilità di attuare un progressivo avvicinamento tra i due mercati.
Esso funge da soggetto proponente, attuatore e capofila dei partner di Progetto.

L'implementazione del Progetto non viene però effettuata con l'utilizzo di team di consulenti, specializzati per i Paesi di interesse, da affiancare agli imprenditori nei processi di internazionalizzazione delle aziende. I consulenti, cioè gli agenti del Progetto da parte italiana, sono le stesse Associazioni imprenditoriali partner di Progetto - Associazione degli Industriali, Associazione Piccole e Medie Industrie, Unione Artigiani e Piccole e Medie Imprese -, gli altri Enti partner di Progetto - la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Udine e Informest -, riservandosi il partner promotore del Progetto, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, un ruolo di stimolo e di supervisione. Per quanto riguarda la Repubblica Serba, nel progetto sono coinvolti il Governo dell'entità della RS e, con il ruolo di partner operativi, l'Agenzia per lo Sviluppo delle Piccole e Medie Imprese della Repubblica e la Camera dell'Economia della RS. Ad esse si affiancano le Camere regionali degli artigiani e delle piccole imprese private e le Agenzie per lo sviluppo locale di diverse municipalità.

Saranno esse che, con la propria organizzazione, i propri responsabili ed i propri incaricati, interverranno nel Paese estero di riferimento e che, come prima cosa, entreranno in relazione con le Organizzazioni imprenditoriali corrispondenti e gli Enti economici omologhi esistenti e già operanti, allo scopo di instaurare stabili rapporti. Tra queste istituzioni, associazioni imprenditoriali ed agenzie dovranno avvenire i primi contatti, finalizzati allo sviluppo di stabili rapporti. In questo loro fare ed agire saranno accompagnate e sostenute, dato che proprio questo è uno dei compiti del Progetto.

Sarà il tessuto di relazioni e di reti che si verrà a formare, tra Organizzazioni imprenditoriali ed economiche di territori di Paesi diversi, che permetterà di rendere le stesse tra loro compatibili, facendo da base per lo sviluppo di contatti e di rapporti d'affari tra le imprese delle due realtà.
Tali imprese troveranno, oltre a quello che già hanno nel proprio territorio di origine, un preciso punto di riferimento anche nella diversa realtà in cui vorranno andare ad operare, ma non uno qualsiasi, bensì quello meglio corrispondente al proprio, cioè un'organizzazione di imprese oppure un ente economico.

Come si può constatare l'azione del Progetto è anche di tipo propedeutico.

Il Progetto rivolge in particolare la sua attenzione all'Europa e ai Paesi limitrofi che ancora non ne fanno parte, ma esso focalizza il proprio interesse nei confronti di due loro regioni, cioè di due territori con relative istituzioni e sistemi economico-sociali.

Questi hanno in comune un'importante caratteristica, quella cioè di essere entrambi crocevia degli assi intermodali di trasporto transeuropei, anche se di aree tra loro diverse con mezzi di comunicazione in parte diversi, come pure quella di avere bisogno di notevoli investimenti infrastrutturali.

I capoluoghi di queste istituzioni - Trieste e Banja Luka - si trovano tra loro ad una distanza di meno di 400 chilometri.
Bastano solo cinque ore d'auto per andare da una città all'altra e anche se occorre attraversare due Stati, la Slovenia e la Croazia, non ci sono particolari barriere da superare ed i confini sono aperti.

La caratteristica che contraddistingue i due territori è di essere tra loro molto differenti.
Semplificando, si potrebbe dire che uno ha e fa cose che l'altro non ha e non fa, questo soprattutto in campo economico.

Tale aspetto, assieme alla presa d'atto che si tratta di due sistemi territoriali comunque complessi, è da considerarsi positivo. Perché?

Perché esso rappresenta la migliore condizione per sviluppare un processo d'integrazione.


Questo, per riuscire, deve tendere ad un alto livello di realizzazione, perché solo in tale maniera si produce e si facilita l'auto-organizzazione, cioè la migliore delle organizzazioni, chiamata anche "complessità organizzata".

La domanda che di conseguenza ne scaturisce diventa un imperativo: serve creare un'alta integrazione tra le due differenti realtà, con il contributo attivo e qualificato di tutti i partner di Progetto, del FVG e della RS.

I principali aspetti che, in qualche modo, accomunano i due territori sono l'autonomia istituzionale, esercitata nel rispetto delle Leggi degli Stati di appartenenza, e il numero degli abitanti residenti.

La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia si regge su uno Statuto Speciale che le conferisce una determinata autonomia amministrativa, ha potestà legislativa, non ha né forze di polizia né esercito.
Conta circa 1.200.000 abitanti.

La Repubblica Serba di Bosnia Erzegovina, pur non essendo uno Stato, ha una propria Costituzione e un proprio Governo e Parlamento; è un'entità amministrativa che ha potestà legislativa, come pure aveva forze di polizia ed esercito, ma opera sotto il controllo dell'Ufficio dell'Alto Rappresentante delle Nazioni Unite e dell'Unione Europea.
Conta circa 1.400.000 abitanti.

C'è da precisare che la RS è tre volte più estesa del FVG, ma il FVG ha una densità di popolazione due volte e mezzo superiore a quella della RS.
La RS, a parte la pianura che si estende verso il fiume Sava, è in larga parte montuosa e non ha alcun accesso al mare.
Il FVG invece è formato da pianura, colline e monti. Tutto il suo lato sud, con lagune, spiagge, scogliere e porti ha come confine il mare Adriatico.

Il Progetto fa leva sul potenziale d'integrazione economica esistente fra il Friuli Venezia Giulia, in particolare la provincia di Udine, e la Repubblica Serba di Bosnia Erzegovina, ai fini della qualificazione delle politiche locali di sviluppo delle PMI.

Esso si propone di attuare un percorso di accompagnamento delle Organizzazioni imprenditoriali e degli Enti economici più rappresentativi del mondo produttivo, soprattutto dell'industria e dell'artigianato, presenti nelle due realtà, nel processo di sviluppo di un confronto teso alla collaborazione nelle fasi pre-competitive dell'internazionalizzazione delle imprese.

Un particolare riguardo viene posto alla "realizzazione di una rete, anche per i profili informativi e comunicativi, tra le istituzioni, gli enti e le associazioni di categoria per l'internazionalizzazione delle PMI del FVG e della RS".

Finalità e obiettivi sono indicati dal sottotitolo del Progetto stesso che, oltre a mettere in luce che si tratta di un Progetto Pilota e oltre a dare per sottintese le conseguenze prodotte nella popolazione della RS dalla guerra civile, che dal 1991 al 1995 l'ha segnata, così definisce l'attività da svolgere:
"Contributi per l'organizzazione e lo sviluppo della Repubblica Serba di Bosnia attraverso il confronto con il sistema imprenditoriale del Friuli Venezia Giulia".
Gli obiettivi generali del progetto sono:

    • l'innovazione delle relazioni tra le imprese, le loro organizzazioni e le istituzioni locali;
    • lo sviluppo dell'ambiente operativo immediato dell'impresa;
    • lo sviluppo di relazioni economiche integrate fra la realtà della RS e quella friulana.

Gli obiettivi specifici perseguiti sono:

    • rafforzamento e consolidamento delle Organizzazioni imprenditoriali, quelle esistenti tra le imprese, e dei loro Centri Servizi alle Imprese, come pure la loro promozione e creazione ove mancanti;
    • sviluppo di politiche locali di sostegno alle filiere produttive o ai grappoli di imprese;
    • diffusione di conoscenze ai partner privati e pubblici locali sull'organizzazione del "sistema PMI", del sistema associativo imprenditoriale e del sistema delle Camere di Commercio o dell'Economia per la crescita delle PMI;
    • integrazione conoscitiva fra la realtà economica e sociale della RS e quella friulana;
    • integrazione economica e produttiva fra la realtà della RS e quella friulana, nel settore legno in particolare;
    • coinvolgimento delle imprese in attività su scala transnazionale.

Per raggiungere gli obiettivi di Progetto, le attivitą previste si articolano nelle seguenti fasi operative

    • Fase 0: attività di gestione, coordinamento e monitoraggio del progetto
    • Fase 1: mobilitazione di un esperto italiano di lungo termine e costituzione dell'unità operativa locale all'interno del partner operativo locale
    • Fase 2: fase iniziale di finalizzazione delle attività e lancio del progetto
    • Fase 3: trasferimento delle migliori esperienze e metodologie delle relazioni fra le imprese, associazionismo ed istituzioni locali
    • Fase 4: visita di studio di personale delle istituzioni rilevanti e di imprenditori della RS in Friuli - Venezia Giulia
    • Fase 5: creazione di una rete informativa fra la realtà della RS e quella friulana
    • Fase 6: promozione della base economica e commerciale locale nel mercato globale

Il tutto si inserisce nel quadro previsto dalla Legge 84/01 sui Balcani, "Disposizioni per la partecipazione italiana alla stabilizzazione, alla ricostruzione ed allo sviluppo dei Paesi dell'area balcanica" che, attraverso il MAE - Ministero Attività Produttive -, ha permesso il co-finanziamento pubblico del Progetto.

Il Progetto è stato elaborato partendo dalla conoscenza acquisita sul campo, sia dal Centro Regionale Servizi per la piccola e media industria, in particolare attraverso il suo precedente progetto "FRIULBOSNALEGNO" finanziato ai sensi della Legge 212/92, sia da Informest, sulla base delle consolidate esperienze maturate nei Paesi dell'Europa dell'Est e anche dallo specifico progetto "TABLUM" realizzato a Banja Luka.

Nello svolgersi di questo Progetto il mondo imprenditoriale friulano avrà la possibilità di conoscere direttamente il tessuto economico della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina, comprendendo appieno le opportunità che esso offre.
L'elemento distintivo del Progetto risiede nella metodologia generale che lo sottende, che è quella di mettere a disposizione della RS, delle sue istituzioni e delle sue organizzazioni imprenditoriali una esperienza costruita dalle numerose Associazioni italiane degli imprenditori, del FVG in particolare, nel corso di oltre cinquant'anni.

Queste Associazioni, previste dalla Costituzione ma non regolamentate per legge, sono libere e si basano sull'adesione volontaria, sviluppano la loro azione di rappresentanza degli interessi delle imprese, distinte per settore, per categoria e soprattutto per dimensione, ed erogano una vasta gamma di servizi per l'impresa e per l'imprenditore.
Quello che viene proposto non è un modello da replicare, ma un modello di cui poter far tesoro nella organizzazione delle Organizzazioni imprenditoriali locali, dei loro Centri Servizi e delle loro reti.

Il modello economico presente in Italia è caratterizzato dalle piccole e medie imprese che hanno saputo insediarsi nel territorio, creando una molteplicità di rapporti con le istituzioni pubbliche e con i soggetti privati. Una dinamica questa che ha consentito di lavorare e di produrre ricchezza in un clima di serenità, dove i conflitti sociali sono stati ridotti al minimo e il benessere si è diffuso a tutta la popolazione.

L'Italia, distrutta dalla seconda guerra mondiale, deve la sua rinascita e ricostruzione proprio alla capacità della piccola e media impresa di crescere insieme alle esigenze del Paese, modificando in continuazione i propri obiettivi e strategie.
Questa esperienza ha indotto il soggetto proponente a presentare il presente Progetto, che dovrà servire ad attivare quelle iniziative e relazioni che oggi sono necessarie per sostenere l'imprenditorialità nella RS.

I sistemi imprenditoriali della RS e della regione FVG potranno avvalersi di queste nuove relazioni ed iniziative.

Non si tratta, come si può vedere, solo del trasferimento di "buone pratiche" e di "know-how" già sperimentati nel contesto italiano e del FVG, ma di un "confronto" svolto liberamente, ma in forma organizzata, tra un modello di sviluppo economico e sociale già testato e un nuovo modello che sta prendendo corpo in un territorio che ha cambiato fondamento e impostazioni, che ha l'obiettivo ambizioso di creare una società fondata sui valori della pace, della lotta al crimine e alla corruzione, della democrazia, del progresso, del rispetto delle diversità, dell'integrazione, dello sviluppo economico e sociale, della collaborazione tra territori diversi.